martedì 8 luglio 2014

Raven X2 - Oddio un guardone!


Buonsalve marmaglia!
Ebbene si, ora il bollino comico è approdato anche nei miei post.
Perché....perché avevo ispirazione e quindi si. (?)
Detto ciò.
Buooooooona lettura xD

*Hey, Since the first second I saw you #6 è in cantiere, Annie ancora non v'abbandona :'D*





A giudicare dalle occhiate della gente, la mia deve essere una scena alquanto RIDICOLA.
Si, perché è cosa da tutti i giorni vedere una tizia bagnata fradicia che cammina per le strade della città SOLEGGIATA, certo.
Perché, giustamente, potete dirmi, o voi gente che state leggendo, CHI CAVOLO BUTTA GIU' L'ACQUA SPORCA PER PULIRE IL PAVIMENTO DALLA FINESTRA NEL 2014?
Si, la vecchiaccia che abita al piano sopra della caffetteria dove faccio colazione.
Che, per la cronaca, è a distanza eguale da casa mia e dalla libreria in cui lavoro.
Quindi, mi restano due alternative:
A. Tornare indietro, cambiarsi ed arrivare con 10 minuti di ritardo
B. Andare al luogo suddetto fradicia e chiedere a quella mia collega con fobie apocalittiche per ogni cosa se ha un cambio di vestiti.
Giustamente, la mia opzione è la B.
Qualunque altra persona sana di mente avrebbe scelto la A.
Ma siccome nooo, è TROPPO NORMALE ragionare come una persona NORMALE, scelgo l'opzione due.
Risultato.
Una ventunenne bagnata fino al midollo che procede a passo spedito verso un luogo non precisamente identificato mentre tutte le trecentocinquantamiliardi di persone in giro per strada la fissano.
-Buongiorn....OMMIODDIOCOSI'TIPRENDIUNRAFFREDDOREEEEEEE!-
Si tesoro, ma la tua ipocondria mi farà diventare sorda.
Possibile che non si possa arrivare in una libreria senza tentare un omicidio per affogamento e sordità permanente?
Mi allunga un borsone ed un asciugamano e mi butta letteralmente in bagno. Perché altrimenti "si bagna il pavimento" e tu sei batterio-fobica e secondo te una gocciolina d'acqua sporca che fu usata per pulire un pavimento è il party del bacillo.
Strizzo i capelli nel lavandino - e io ieri sera che li ho piastrati, ora diventeranno una matassa paragonabile alla criniera di un leone con l'insonnia - e frugo nel borsone alla ricerca di qualcosa di INDOSSABILE.
Alla fine "escavo" in quella che sembra essere la borsa di Mary Poppins e trovo per miracolo una gonna a fiori lunga fino al ginocchio (il che è da considerarsi davvero un miracolo, visto che questa va in giro tutto l'anno bardata come se temesse di incappare in non uno, ma dieci stupratori ogni cinque minuti) e una camicia bianca senza maniche (altro miracolo, grazie Babbo Natale!).
Svuoto l'acqua rimasta nelle ballerine nel lavandino.
Perché si, dentro le mie ballerine ci si poteva fare un acquario, a momenti.
Inizio a cambiarmi e sento uno spiffero sulla schiena.
...
Uno spiffero sulla schiena.
Uno spiff....
...
Mi giro.
PERCHE'. C'E'. UN. TIZIO. DAVANTI. A. ME?
Lancio un urlo, gli mollo un ceffone e gli chiudo la porta in faccia.
Finisco di vestirmi, sistemo i capelli in quella che sembra una cipolla andata a male e mi fiondo fuori dal bagno, pesto le mani sul bancone dove è comodamente sistemata la mia collega.
-JUDITH COLLINS. PERCHE' HAI FATTO ENTRARE QUEL TIZIO IN BAGNO?- le urlo, indicando il guardone agitando le mani, intanto che la cipolla marcia si squaglia diventando una mezza coda sfatta.
-Eh?.....Ahhhh, luuuuui.-
-Si, LUI. Perché. L'hai fatto. Entrare. In bagno.-
-Aveva del fango sotto le scarpe. Nel fango ci sono le spore. Spore = batteri. Batteri = malattia. Se la malattia è brutta, malattia = MORTE.-
Vorrei sbattere la testa al muro, davvero.
Prendo fiato, cercando di soffocare quell'impulso (che ho da quando la conosco) di strozzarla.
-Judith, tesoro. C'ERO IO IN BAGNO.-
-Ma tu ci tieni alla tua vita no? Fango. Spore. Batteri. Malattia. MORTE. POTRESTI MORIIIIIIIIIRE!-
La prendo per le spalle.
Certe volte mi chiedo se quegli occhiali con le lenti stile fondo di bottiglia non la facciano solo rincoglionire.
Il che è possibile. In due volte che sono stata da lei a pranzo, tre sono stata male. Si, perché me ne ha rifilato anche da portare a casa.
-Si dia il caso che tenga anche alla mia incolumità psico-fisica, Judith.-
-Che parolooooooooni.- mi fa.
No, ma davvero?
Per voi poveri scapestrati che vi starete sicuramente chiedendo COSA CAVOLO stia succedendo qui, farei meglio a chiarirvi le idee.
Buon cattivo giorno, mondo, sono Raven Hill.
Si, sono una donna.
Non è solo un nome da uomo.
Ringraziate i miei amabili genitori per questo, devo spiegare ogni santa volta perché mi chiamo così.
Tornando a noi.
Ho 21 anni e lavoro in quella libreria laggiù.
La vedete? Quella equidistante da casa mia partendo dal bar dove la mattina faccio colazione.
Che è un buco.
Il bar, non la libreria.
Quella è bella. Figurarsi se vado a lavorare in una libreria che somiglia più ad un'abitazione antidiluviana.
(A dir la verità ci sono passata, già.)
Riprendendo il discorso.
Ho gli occhi ambrati e i capelli ricci, rosso mogano, i miei orgogli. Quasi.
Si perché se la mattina sembro un istrice con la pelle d'oca tanto vale che mi avvisino la sera, così non li piastro. Perché è sempre così. Quando piastro la mia "fluente chioma (di leone con problemi di sonno)" succede sempre qualcosa.
Oh, SEMPRE.
Torniamo a me e lasciamo stare i miei capelli.
Ho degli amici, si, ovvio, non sono un'asociale come la mia collega.
Povera cara.
...
...
...
Naaaaaah. Se non ne ha, è perché attenta alla loro vita.
Nei miei amici NON rientrano:
A. Quell'altra mia collega che viene al lavoro con la minigonna e si offre, sempre "casualmente, perché passava di lì", di pigliare i libri negli scaffali più alti. (Svergonata, l'abbiamo capito tutti che sei arrapata quanto un coniglio in calore.)
B. La vecchia bettola nonché mia vicina di casa, 40enne zitella che si veste come una di 13 anni. (Anche te, tesoro, così non accalappi nessuno, anzi, li fai scappare a gambe levate.)
C. Il mio Ex. Perché è uno stalker. C'è insomma. Prima mi metti le corna con la sopracitata al punto A e poi PRETENDI IL MIO PERDONO? (Ma vai a farti fottere, caro mio, che i miei, di neuroni, funzionano tutti.)
D. Quella capra della commessa del minimarket sotto casa che, GIUSTAMENTE, fa piantare il registratore di cassa quando è il mio turno e mi tocca aspettare due ore e mezza perché, OVVIAMENTE, quando faccio la spesa io c'è solo questa alle casse.
E. IL GUARDONE DI POCO FA.
Ovvio eh.
Insomma.
Nei miei amici rientrano:
A. Judith. Ok, attenta alla mia esistenza, ma sa essere adorabile.
B. Talia e Tania, le due gemelle mie amiche dalle elementari. Che care. Peccato che dopo SECOLI ancora non le sappia riconoscere.
C. Mio fratello. C'è, sarebbe naturale eh. Ma considerate che un'ingente somma di gente pagherebbe oro per disfarsi delle proprie entità fraterne. Io no, per fortuna. Perché nonostante quell'essere venga da me ogni venerdì sera con moglie e figlio (ha 30 anni, capitemi) a scroccare la cena, gli voglio un bene dell'anima. Perché puoi dirgli tutto, sparare tutte le vaccate che vuoi, dire parole poco ortodosse senza che Judith (punto A) se la prenda a morte e si faccia venire un infarto e portartelo addietro alle feste come scarrozzatore perché tanto non beve nemmeno una birra. Astemio, che sfiga. Beh, almeno ho i passaggi assicurati quando nessun'altro è dotato di vettura.
D. Voi scapestrati che state leggendo. Perché, no maddai, se non vi ritengo almeno amici miei, col cazzo che vi sto qui a raccontare tutta sta pataccata di roba.
Ora che ho terminato quest'OBROBRIO di lista, meglio premere il tasto 'play' e tornare a me che voglio sgozzare Judith.
Faccio di nuovo un respiro profondo.
Perché si, con Judith ci vuole taaaaaaaaaaaanta pazienza, uno stomaco d'acciaio e una padella pronta per tramortirla. (Ti voglio bene Jud, lo sai.)
Altro respiro profondo.
-Judith. ASCOLTAMI BENE.- scandisco le parole, che con la testa di cocco che si ritrova è meglio -IO ERO IN BAGNO. Ok? Ok. IL TIZIO E' ENTRATO NEL NEGOZIO, giusto? Giusto. Allora. PERCHE' CAZZO L'HAI FATTO ENTRARE IN BAGNO? Oltre al discorso del fango che è una balla, nessuno è mai morto per del fango.-
Annuisce.
Bene.
Annuisce di nuovo.
Oook...
-Non ho capiiiiiiiiiiiiito.....-
Ora la ammazzo. LA. AMMAZZO.
Altro respiro profondo. Di nuovo.
-ERO IN BAGNO MEZZA NUDA E TU FAI ENTRARE UN TIZIO A CASO CHE, TOH, RIMANE LI A FISSARMI FINCHE' NON MI RENDO CONTO DELLA SUA PRESENZA E GLI FRATTURO IL NASO TIRANDOGLI LA PORTA IN FACCIA.- lascio stare due secondi Judith e mi giro verso il tizio -Scusa.- poi ritorno alla mia vittima cara amica -PERCHE' CAZZO L'HAI FATTO ENTRARE?-
-Eeeeeeeeeeeeeeeeeeh, certe paroooooooooooooooleeeee....-
-Ti ho chiesto PERCHE', non di farmi notare che parlo come uno scaricatore di porto.-
-Te l'ho già deeeettooooo. Il fangooooo porta i batteeeeri....-
-E ALLORA?-
-Eeeeeee allora l'ho mandato a lavarsi le scaaaaaarpe....-
-MA C'ERO IO IN BAGNO!-
-Eeeeeeeeeh, me l'ero dimenticaaaaaaaaaaata.-
Davvero.
Tizio. Tu, che stai leggendo. No, tu che hai appena pensato che io sia una schizzata. Anzi, tu, guardone.
MICA CE L'HAI UNA PADELLA?
-Hem.-
Toh, il guardone.
-Sarei io a dovermi scusare. C'è, insomma....-
......
Non ci casco, sai?
Lo so che tra un po' sulla tua faccia sbucherà un ghigno da depravato.
-Comunque...- continua.
Mi fissa.
Lo fisso.
...
...
CAZZO CHE OCCHI.
E i capelli.
E.........e si, ho un ceeeerto piccolo feticismo, ci tengo a farvelo sapere.
Adoro, nel VERO senso della parola, l'abbinamento capelli neri/occhi chiari.
E, CAZZO.
Questo ha i capelli neri e gli occhi azzurri. AZZURRO GHIACCIO CAZZO, CAPITEMI!
Aspetta Raven.
Lui è il guardone. Il. Guardone. GUARDONE.
-....sono Raven. Tu?-
Eh?
EH?
EEEEEEEEEH?
Oh cazzo.
Cazzocazzocazzocazzocazzo.
Tralasciamo che sto per annegare nella mia stessa bava tentando suicidio per strozzamento.
Ma cazzo.
HA IL MIO STESSO NOME, CAZZO.
-Anch'io.- gli dico, tentando per davvero di strozzarmi.
-Cosa?-
-Anche. Io. Mi chiamo. Raven.-
-..........Non è un nome da uomo?-
-Non farmene parlare.-
Dopo ciò, il tizio prende il libro che doveva prendere e se ne va.
Judith mi tira una gomitata nello stomaco ed ammicca.
Mica era lei quella che non voleva nemmeno che la sorella stesse a mezzo miglio di distanza dal proprio ragazzo perché temeva che accadesse chissàchecosachesolochiènell'altodeicielisa.
La giornata prosegue al solito.
Solo che mi è rimasta in testa la faccia del guardone.
Mi fa strano dire "Raven".
IO sono Raven, per la miseria. E' come se chiamassi me stessa.
Alla fine, Jud mi piazza in mano un sacchetto.
Ho SERIAMENTE PAURA di sapere COSA c'è DENTRO.
Saluto, vado a casa. Devo cenare.
Apro il sacchetto.
Poltiglia verde che fa le bolle.
Apro il frigo.
Pollo avanzato di due giorni fa.
Guardo le mie scelte.
MANGERO' IL POLLO.
Doccia, butto i vestiti fradici in lavatrice insieme a quelli prestatimi da Judith.
Pigiama, film, nanna.
Buona cattiva notte mondo, a domani.
...
...
...
...
No seria Raven, togliti dalla testa il guardone.
Che DEVI dormire.







*NOTARE: Si. Judith Collins. La sorella di Cass. Perché fa figo collegare in qualche maniera le due storie.*

Eeeeeeee questa è la fine - per oggi xD
Che ne pensate? :'3
Fatemi sapere eh u-u

Destiny.

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