martedì 27 maggio 2014

Since the first second I saw you - #4


*Sbuca fuori da dietro al contatore delle visite*

Eeeeeebbene si, SONO ANCORA VIVA :'D
E, dopo SECOLI che questo blog è stato sommerso da polvere e fantasmi (?), tento almeno di riportarlo un po' in vita :'3
Impresa folle, ma hey, la follia è il mio pane quotidiano xD
Detto ciò, vi presento il 4° capitolo di "Since the first second I saw you" ;3




La testa le doleva da impazzire, segno più che evidente che, la sera prima, aveva bevuto qualche bicchierino di troppo: persino il "Per Elisa" che sentiva suonare al pianoforte le provocava un atroce fitta alle tempie.
"Aspetta." si disse, sollevando di scatto la testa "Chi è che sta suonando?".
Si alzò barcollando, dando uno sguardo veloce nello specchio: indossava ancora il tubino nero della sera precedente, anche se più spiegazzato.
Afferrò la vestaglia appesa all'attaccapanni e la indossò alla meglio, per quanto le fosse consentito dal dopo-sbornia.
-Cam?- domandò, individuando una figura dai capelli neri seduta al pianoforte.
-Buongiorno principessa! Dormito bene?-
-Certo, sicuro, ho dormito bene dopo che quello stronzo del mio ex mi ha rinfacciato il fatto che ora sta con una che sembra uscita da uno di quei film per adolescenti depressi con crisi esistenziali, cosa che mi ha portata a scolarmi due birre, tre drink e due cicchetti e mezzo. Dopo di quello non ricordo nulla, non ho dormito per niente e mi sono svegliata misteriosamente a casa mia, tu sei nel mio soggiorno e non so come ci sei arrivato, e mi chiedi se ho dormito bene?-
-Poco suscettibile, direi.- disse sarcastico il ragazzo, trattenendo una risata.
-Scusa, isteria da dopo-sbornia. Non farci caso, sono solo facilmente irritabile.-
Il ragazzo sorrise, alzandosi da davanti al pianoforte.
-Si, lo so che non hai dormito per niente.-
-E io non so perchè lo sai. Ti dispiacerebbe dirmelo?-
-Certo, certo. Prima torna a sdraiarti, ti porto una tazza di thè.- disse Cam, sospingendola verso la sua stanza.
La ragazza sbuffò, chiudendosi la porta alle spalle.
Tolse il vestito e indossò la tuta, per poi tornare a letto mugugnando.
Premette la faccia sul cuscino, pregando che la testa smettesse di pulsarle come se ci fosse un martello pneumatico sotto la finestra.
Immersa nel suo quasi-silenzio, Sam ascoltava attentamente il rumore di stoviglie, attendendo che il ragazzo bussasse alla porta della camera.
Quando finalmente il suono delle nocche giunse alle sue orecchie, si drizzò rapidamente a sedere, cercando - invano - di cancellare l'aria da zombie dalla sua faccia.
-Vieni, entra pure.- disse, notando di aver alzato troppo il tono della voce.
Il ragazzo entrò nella stanza accompagnato da un'ondata di profumo di thè alle erbe.
Porse la tazza alla ragazza, che la fissò riluttante.
-Sai, il mio naso non è ancora andato a male, lo sento l'odoraccio di questa brodaglia.- constatò guardandolo male.
-Avrà pure un odoraccio, ma ti leverà quell'espressione cadaverica dalla faccia e la testa non ti farà più male. Rimedio della nonna, testato sul qui presente, e garantisco che funziona.-
Sam guardò nuovamente la tazza, cercando ci convincersi che quel liquido verdognolo-marronciastro fosse sciroppo di menta riscaldato.
Il che non facilitò molto le cose, ma la aiutò ad ingoiare mezza brodaglia in una volta senza tentare di strozzarsi.
-Sentiamo, medico improvvisato dei miei stivali, come sono finita qui e, cosa ancor più importante, che ci fai tu, qui.- disse, rigirando tra le mani fredde la tazza.
"Beh. Almeno qualcosa di buono la fa, questa roba." pensò, sentendo la ceramica calda sul palmo delle mani ghiacciate.
-Prima, cosa ti ricordi di ieri sera?- chiese il ragazzo, sedendosi sul bordo del letto.
-Mi sono preparata e ho portato Annie da Jean. Poi sono andata in ufficio, visto che era il luogo dove avremmo svolto la festa. Poi il caro, odioso, spregevole Gregor Daniels è entrato in scena con quella tizia protuberosa. Poi i cicchetti, e infine più niente. Allora?- disse d'un fiato.
-Allora, probabilmente ti devono aver portata fin qui. Qualcuno ha suonato al mio campanello e, quando sono sceso a vedere, un uomo sulla sessantina, un certo Signor Worth, se non ho capito male, ha detto che avevi bevuto qualche bicchierino di troppo e mi ha detto di portarti a casa tua...-
-Oh cazzo, anche la figura dell'ostrega col mio capo, dovevo fare. Vai avanti...-
-Dicevo...- disse Cam sgranando gli occhi, convincendosi che fosse solo l'effetto dell'alcol quello che le sue orecchie avevano appena sentito -...ti ho portata su di peso, hai quasi rischiato di capitombolare perchè insistevi che "ce la facevi da sola", tue testuali parole, dopodichè hai farfugliato qualcosa riguardo alle chiavi nella borsa. Così le ho prese, ho aperto la porta e tu ti sei infilata a letto così com'eri.- concluse, invitandola a bere quanto rimaneva della brodaglia ormai tiepida.
La ragazza trangugiò anche l'ultimo sorso di thè, posando poi la tazza vuota sul comodino.
Si fermò due secondi a riflettere.
-Ma tu dove...- iniziò a dire.
-Sul divano.- la interruppe il ragazzo -Preferisco evitare casini e fraintendimenti vari.-
Sam scoppiò a ridere fragorosamente, asciugandosi le lacrime che le stavano uscendo dagli occhi per le forti risate.
-Che casini dovresti evitare? Ok, me la sarei presa qualche minuto se mi fossi svegliata con te accanto, ma nulla più.- disse, sempre ridendo.
-Non....non è quello il problema....- rispose il ragazzo, distogliendo lo sguardo.
-Ohh, tasto dolente? Andiamo, non dirmi che non hai mai....- si interruppe, vedendo persino le orecchie del ragazzo arrossire violentemente.
Il ragazzo scosse la testa, coprendosi la faccia con le mani.
Sam ridacchiò, avvicinandosi.
-Oh suvvia, un passo per volta, no? Mica è poi quel gran male, sai?- disse infine, scompigliandogli i capelli. -Infondo, ogni cosa a suo tempo, giusto?- concluse, scostandogli le mani dalla faccia.
Gli sorrise, guardandolo negli occhi.
Quegli occhi verdi che l'avevano colpita sin dal primo istante in cui avevano incrociato i suoi.
La stanza era silenziosa, si sentivano solo i loro respiri.
D'impulso, Sam avvicinò la sua faccia a quella del ragazzo.
E, in meno di un secondo, le loro labbra si erano già incontrate.
Il volto di Cam tornò rosso in un lampo, quando vide gli occhi azzurri di lei.
-Come inizio non va male, no?- chiese Sam, ammiccando e ridendo.
Anche lui rise, passandosi una mano nei capelli.
-Cam. Penso che tu possa essere quello che ho sempre cercato. Fin da quando ti ho raccontato di Annie per la prima volta. Non so se questo possa valere anche per te ma.....voglio provarci. Voglio provare a vedere se questa volta funziona. Possiamo provarci, vero?- chiese lei, afferrandogli le mani.
-Io....io....mi....insomma....ne sarei.....davvero onorato.- disse il ragazzo, sorridendole. -Solo una domanda.-
-Dimmi.-
-Da quando provi tutto questo?-
-Dal primo secondo che ti ho visto.-





Eeed ecco qui che anche questo capitolo è stato concluso!!
Gente.
Ho detto "anche questo capitolo".
Ciò vuol dire che, tesori, LA STORIA PROSEGUE!
Non perdetevi i prossimi capitoli, mi raccomando u-u
Ah, e fatemi sapere come vi sembra! ;3

Destiny.

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