martedì 11 febbraio 2014

Since the first second I saw you - #3


*Riappare*

Hem hem....ebbene si, sono ancora viva xD
Teeni e Blacky....appena le becco, le striglio u.u Anche se presuppongo che prima facciano in tempo a correre una decina di maratone (o>->)/°   *42 km x 10 = 420 km*
Beh beh.
Iiiintanto, eccovi il terzo capitolo di Since the first second I saw you :D
Ci ho lavorato su parecchio, spero vi piaccia =w=






Si svegliò con un forte mal di testa.
Dopo che, due settimante prima, era andata con Annie ad accompagnare Cam per la città, aveva portato la bambina all'asilo.
E, a fine giornata, quando era andata a prenderla, l'aveva trovata zuppa, infreddolita e con una bella influenza.
-Sono inciampata e sono caduta in una pozzanghera.- le aveva detto la bambina.
Ma Sam sapeva che non era vero.
I suoi compagni di classe la prendevano spesso in giro per la folta massa di capelli rossi, il naso lentigginoso e la sua buffa erre moscia.
Ma ancor più per il fatto che la bimba non avesse un padre.
-Tu non ce l'hai un papà!- aveva sentito dirle da alcuni bambini, una volta che era arrivata in anticipo per farle una sorpresa.
-Si invece!- aveva risposto Annie, le piccole manine strette a pugno lungo i fianchi.
-Non è vero! Non è mai venuto a prenderti, viene solo la tua mamma!-
-E invece ce l'ho un papà! Solo che lui è un cavaliere che va a combattere contro i cattivi, quindi non può mica venire qui. E la mamma è la principessa. Però anche lei è forte forte e quindi va sempre a cercarlo! E anche se ancora non lo trova non diventa mai mai triste, e lo cerca ancora!-
Sam sorrise, nel sentirle dire quelle cose.
"Annie è una bambina forte." si diceva, e ne era certa.
Non le diceva mai che i compagni la prendevano in giro.
Forse per non fare preoccupare la propria mamma, o forse per la semplice innocenza che hanno i bambini.

Si alzò riluttante dal letto, a farle compagnia il ticchettio della sveglia sul comodino.
Infilò le prime cose comode che aveva a portata di mano: una gonna lunga coi bordi in pizzo, color panna, un largo maglione beije, collant color carne e ballerine color frassino.
Raccolse i capelli in uno chignon mezzo disfato e inforcò gli occhiali.
Soffocando uno sbadiglio mise l'acqua sul fuoco per concedersi una tazza di camomilla.
Versò l'acqua bollente nella tazza e, mentre lasciava il filtro in ammollo, andò a controllare la cassetta della posta.
Si chiuse la porta alle spalle e girò una volta la chiave: sarebbe tornata in cinque minuti.
Scese al piano terra, incurante del fatto che qualche inquilino potesse vederla.
Aprì la cassetta e ne controllò il contenuto: la bolletta del gas, il catalogo del supermercato, il giornale, la rivista di moda alla quale era abbonata, pubblicità, un invito ad una serata tenuta dalla casa discografica presso la quale lavorava e....Cam.
Aveva alzato leggermente lo sguardo dal contenuto della cassetta, e aveva incontrato i suoi occhi verdi.
-Heylà. Mattiniera oggi?- le chiese, aprendo la sua cassetta.
-Vorrei fosse così. Non ho chiuso occhio tutta la notte, la testa mi sta letteralmente esplodendo.- disse, appoggiandosi al muro.
-Magari Annie ti ha passato l'influenza.-
-No, non credo. Di febbre non ne ho. Saranno quelle scartoffie di troppo che devo sistemare per lavoro.- ribattè, iniziando a salire le scale.
Il ragazzo la seguì.
-Qualche nuovo cliente?- chiese.
-Si, un tipo difficile. Sai, quelli delle pubblicità, che non si capisce mai che musica vogliano? Credimi, è un inferno lavorare con gente del genere.- disse infine, girando la chiave nella serratura.
-Immagino.... Hai provato con un'aspirina? Magari ti passa.-
-L'avrei già presa se non fossero finite.-
Il ragazzo sorrise, e aprì la porta di casa sua.
-Io ne ho. Se vuoi te ne vado a prendere una.-
-Mi salveresti la vita.- disse lei, poggiando la mano sulla maniglia.
-Sono da te in cinque minuti, giusto il tempo di trovare la scatoletta.-
-Fai con comodo.-
Sam guardò la figura del ragazzo entrare nell'abitazione, e lei fece lo stesso, ricordandosi della sua tazza di camomilla.
Gettò il filtro nel cesto dell'umido e bevve due sorsi di camomilla; "Sempre meglio aver qualcosa nello stomaco quando si prende un medicinale." pensò.
Il campanello suonò, segno che "la sua salvezza" era arrivata.
Aprì la porta e sorrire al ragazzo, che le porse la confezione.
-Grazie mille.- rispose, prendendola.
Lui sorrise; in quel momento si sentì il rumore di una porta che si apriva, e una piccola massa di ricci capelli rossi fece capolino dal corridoio.
-Cam?- chiese, stropicciandosi gli occhi e avvicinandosi -Sei venuto a trovarci?-
-Ehssì, dovevo dare una cosa alla tua mamma.- rispose, arruffandole i capelli.
La piccola guardò il ragazzo, e poi tirò una manica alla mamma.
-Mammina?- la chiamò.
-Dimmi, pulcina.-
-Mammina, Cam può accompagnarmi all'asilo oggi? Può?-
Sam guardò dolcemente la figlia, che sfoggiava i suoi migliori occhi da cucciolo.
-Ahh, non lo so. L'hai chiesto anche a lui?-
La bambina si voltò di scatto verso il ragazzo, aggiungendo come bonus agli occhi da cucciolo anche la bocca a cucchiaio.
-Puoi?-
-Ma certo, ti accompagno proprio volentieri!-
-Evviva!!- strillò, afferrando la mano della mamma e tirandola -Mamma dai, andiamo a vestirci!-
-Arrivo, arrivo.- le disse, mandandola per prima nella sua cameretta.
-Se devi, vai pure a prepararti, Cam. Veniamo a suonarti appena siamo pronte.- disse quindi rivolgendosi al ragazzo.

Venti minuti più tardi, Annie saltellava allegra davanti alla porta del vicino, nel suo vestitino scozzese e ballerine nere.
Sam aveva deciso che era meglio non andare in giro conciata come uno yeti, così aveva optato per un vestito lungo fino al ginocchio, rosa antico con tante piccole rifiniture in pizzo, un cardigan beije, collant bianche ricamate con fiori e maryjanes con tacco, color rosa confetto.
Sistemò bene il cerchietto col fiocco rosso della bambina e poi suonò il campanello.
Il ragazzo aprì la porta, ridendo quando la bambina gli si gettò al collo.
Sam lo imitò, per poi concentrarsi sulla sua figura.
Indossava dei jeans, leggermente scoloriti sul ginocchio, sneakers nere, una maglia dalle maniche lunghe nera e un golf aperto color salvia.
Quando lui la salutò con un sorriso, lei si accorse che aveva quasi perso l'uso della parola, e mentre nella sua testa viaggiavano milioni di frasi che avrebbe potuto dire, le riuscì solo di diventare rossa tanto quanto i suoi capelli.

Arrivati all'asilo, Annie aprì la porta, certa che avrebbe trovato i compagni ad aspettarla per prenderla in giro.
Ma non quel giorno, la piccola ne era più che certa.
Nella sua testolina aveva già architettato tutto quanto.
Eccome, se un papà cavaliere ce lo aveva!
La bimba spalancò la porta, piazzandosi fieramente tra i suoi due accompagnatori.
Fece loro segno di abbassarsi abbastanza da poter parlar loro nelle orecchie.
-State al gioco!- sussurrò, mentre un sorriso furbetto le si dipinse in faccia.
Sam rise, facendo l'occhiolino a Cam.
-E' Annie, è Annie!!- dissero alcuni bambini.
-E lui chi è?- chiese un bimbo grassottello del gruppetto.
-Lui è il cavaliere forte che combatte i cattivi!!- esclamò la bambina, alzando in alto le braccine.
-E dov'era fino ad adesso?- chiese un altro bambino, incrociando le braccia.
-Stava combattendo il drago! Vero?- disse Annie, voltandosi verso Cam e cercando -invano- di imitare l'occhiolino della mamma.
-Verissimo! Era un drago grande e grosso, tutto verde e con due corna grandi, e quando apriva le fauci....WHAAM! Sputava fuoco!- esclamò, sollevando di scatto la bambina per aria, che si mise a strillare divertita.
Una volta tornata a terra, puntò le mani ai fianchi e disse, fiera:
-Visto, che la Principessa l'ha trovato il cavaliere?-
Dalla porta, Sam sorrise, guardando prima Annie e poi Cam.
"Già." pensò "Spero proprio che questo sia il cavaliere giusto."






Eheh =w=
Io per oggi vi lascio, ma mi raccomando, fatemi sapere come vi sembra! xD

Destiny.