domenica 15 dicembre 2013

Since the first second I saw you - #2



Ed eccomi col secondo capitolo :3 Bando alle ciance, iniziamo! ;D




Condusse il ragazzo in cucina; mise il bollitore sul fuoco e aprì la dispensa per prendere delle tazzine.
-Preferisci caffè o the?- gli chiese, posando due piattini sul ripiano.
-Caffè, grazie.- rispose lui, seguendo i suoi movimenti con lo sguardo.
-Bene. Prego, siediti.-
Prese due tazzine da caffè, scoprendo quella che sembrava essere una grossa tazza rosa con le margherite.
Versò l'acqua calda e mise il tutto in tavola, assieme ad una zuccherriera e ad una piccola brocca che conteneva del latte.
Il ragazzo si sedette, poggiando il sacchetto che aveva in mano, e anche lei si accomodò al tavolo.
-Prendi pure quello che preferisci.- gli disse con un sorriso.
-Ah, allora....- disse lui, versando un paio di cucchiaini di zucchero nella tazzina.
Sam mirò invece al latte.
Cam finì di mescolare, e dal sacchetto tirò fuori una piccola confezione di pasticcini.
-Prego, un piccolo pensiero. Sono solito portare dolci ai vicini, di tanto in tanto, ti avverto in anticipo!- disse, aprendo la scatola trasparente, dal quale spiccavano un paio di grossi bignè e due pasticcini sui quali sormontavano due enormi fragole.
Sorridendo alla faccia estasiata di lei, bevve un sorso di caffè.
-Non fare complimenti, prendi pure.-
-Allora, con permesso...- rispose lei, fiondandosi su un bignè, che divorò a quattro bocche, mentre Cam optò per un pasticcino alla fragola (lasciando comunque a lei quella più grande).
Sam guardò il pasticcino con la fragola che rimaneva nella confezione.
-Se lo vede Anneleise, potrebbe idolatrarti a vita.- disse poi.
Il ragazzo, che era in procinto di finire il suo caffè, rimase un attimo fermo con la tazzina a mezz'aria.
-Una tua amica?- chiese quindi.
La ragazza lo guardò.
-Ah.....- iniziò a dire. Sapeva che forse era un discorso che doveva possibilmente evitare, visto che sette dei suoi ex l'avevano lasciata dopo averlo scoperto, quattro dopo una settimana e i rimanenti per altre cause. Altrettanti, dopo il primo appuntamento e la suddetta rivelazione, l'avevano accompagnata a casa e poi liquidata con un "Mi spiace, ma non penso funzionerà tra di noi.", lasciandola di sasso. Ma qualcosa in lui la spinse a pensare che non sarebbe scappato via, come gli altri. -Beh. Anneleise è mia figlia.- concluse, guardando il ragazzo negli occhi.
Lui la guardò, finì il caffè e posò la tazzina.
-Vorrà dire che la prossima volta porterò una torta fragole e panna.- disse, sorridendo.
Sam rise, prendendo le tazzine e poggiandole nel lavandino.
Aprì il rubinetto dell'acqua e si rimboccò le maniche.
-Sono sicura che ne sarà più che felice.- disse, poggiando infine le tazzine nello scolapiatti.
Guardò l'orologio.
-Ah, le otto. Devo andare a prenderla da mio fratello. Vuoi venire? Così magari ti facciamo fare un giro per la città.- gli chiese, sistemando i pasticcini rimanenti nel frigorifero.
-Se non disturbo, mi farebbe molto piacere.-
-Perfetto allora. Dammi dieci minuti e sono pronta.-
La ragazza andò a prepararsi, dicendo a Cam che poteva aspettarla in soggiorno.
Il ragazzo si sedette su una poltrona, guardandosi intorno.
Sulle mensole spiccavano grossi libri dalle rilegature dorate, piccoli oggetti, vasetti di piantine e cornici dalle svariate dimensioni.
Ma una cosa in particolare colpì la sua attenzione, ed era il maestoso pianoforte a coda, di un nero lucido che ci si poteva quasi specchiare.
Il ragazzo andò quindi a sedersi al pianoforte; iniziò a suonare, le dita che passavano rapide e veloci sui tasti, intonando la melodia del "Per Elisa".
Sam finì di prepararsi, ed uscì dalla camera giusto in tempo per sentirne la conclusione.
Aveva indossato una canotta nera sotto ad una camicia di pizzo nero dalle rifiniture bianco sporche, una gonna color panna a pois neri, collant nere e un blazer bianco avorio.
Rimase in silenzio ad ascoltarlo finchè non finì di suonare.
-Sei davvero molto bravo.- gli disse una volta che si alzò per tornare ad aspettarla.
-Ah, scusami se non ti ho chiesto il permesso...-
-No, figurati, anzi, mi ha fatto piacere scoprire che anche tu suoni il pianoforte.-
-In effetti si, lo suono da quando ero piccolo. Tu, da quanto?-
-Da davvero tanto tempo. Ho studiato pianoforte al conservatorio, per l'appunto.- rispose lui sorridendo.
Poi guardò l'orologio da polso. Otto e venticinque.
-Oddio, è già quest'ora? Sarà meglio sbrigarci.- disse, prendendo dalla scarpiera le sue scarpe preferite, un paio di Jeffrey Campbell di pizzo bianco.
Corse in bagno a mettersi le lenti a contatto; passò un filo di eyeliner e di mascara sugli occhi e un poco di gloss sulle labbra, infine fermò i capelli all'indietro con un cerchietto sottile di ferro nero.
Infine prese la borsa ed invitò il ragazzo a seguirla.
-Tu sei già pronto così?- gli chiese per sicurezza.
-Certo, stai tranquilla.-
Sam notò in quel momento che il ragazzo aveva anche un buon gusto nel vestirsi.
"Buon segno." pensò.
Indossava dei normali jeans, sneakers bianche, una maglia nera e sopra una camicia bianca a righe azzurre, in perfetta sintonia coi suoi occhi verdi.
La ragazza chiuse a chiave la porta e condusse il ragazzo giù per le scale della palazzina.
-E' proprio qui vicino, saranno cinque minuti a piedi.- gli disse.
-Nessun problema. E' rimasta a dormire da tuo fratello?- chiese.
-Beh, si. Ieri sera avevo una rinuone alla casa discografica per la quale lavoro, e siccome sapevo per certo che si sarebbe tirata per le lunghe, già gli avevo chiesto questo favore in anticipo. Dopodichè, possiam dire che abbiam fatto baldoria, e infine quell'idiota di quel che ora è il mio ex ci ha provato con una. Gli ho fatto notare che ero presente, mi ha mandata a quel paese e mi ha piantata. Che bel modo per concludere una storia.-
-Allora non era serio. Se lo fosse stato non si sarebbe comportato così.-
-Ah, sicuramente.-
Sam guardò il ragazzo; poi sospirò.
-Ho avuto Annie a 19 anni. Da allora non ho fatto altro che cercare un buon padre per lei. Dopo aver scoperto che ero incinta, il suo vero padre è sparito senza dire una parola. Ma, destino vuole che qualunque uomo con la quale sia uscita non voglia avere a che fare con dei figli.-
Cam non parlò, preferendo rimanere zitto in segno di rispetto.

Arrivati davanti al cancello di una villetta, Sam vi entrò, facendo cenno al ragazzo di seguirla.
Suonò il campanello, al quale seguì un rumore di passi, un botto e una risata allegra.
Una bambina dai ricci capelli rossi e gli occhi verdi si precipitò fuori dalla porta, per poi gettarsi tra le braccia della ragazza.
-Mamma!- urlacchiò -Lo zio J ieri ha detto che per il compleanno mi porta al parco diverimenti!- disse, stampandole un bacio sulla guancia.
-Ahh, davvero? Gli hai detto grazie?-
-Si! Centomila mila mila volte!-
-Molto bene!- disse, mettendo a terra la bambina. -Vai a chiamare lo zio, così mamma lo saluta.-
La bimba corse dentro la casa, per tornare dopo due secondi trascinandosi dietro lo zio.
Sam lo abbracciò, per poi prendere in braccio la bambina.
-Grazie ancora Jean. Non so come farei senza te.-
-Figurati, non è niente di che. Ora vado però, o la zia Charlotte si arrabbia. A presto Sam, ciao Annie!- disse, per poi fare un cenno verso Cam e tornare in casa.
Sam si voltò verso il ragazzo sorridendo.
-Mamma, chi è lui?- chiese la bimba.
-Lui è Cameron, è un amico della mamma.-
-Davvero?- chiese, guardando il ragazzo.
-Certo. Puoi chiamarmi Cam, se vuoi.- le disse quindi facendole un buffetto sul naso.
-Posso? Posso, mamma?-
Sam guardò la bambina, che in quel momento aveva un sorriso che andava da un'orecchio all'altro.
-Certo che puoi, tesoro.-
-E Cam può essere anche mio amico?- chiese, voltandosi verso il ragazzo facendo gli occhi da cucciolo.
Lui guardò Sam, che annuì sorridendo.
-Certo che puoi essere anche mia amica.-
La bambina urlacchiò felice, abbracciando la madre; poi si fece mettere per terra e, tenendo per una mano la mamma e per l'altra il suo nuovo amico, i tre si avviarono per le strade della città.






Per oggi è tutto gente ;)

Destiny.

giovedì 12 dicembre 2013

Since the first second I saw you - #1



Eh si, lo ammetto, ho avuto un lampo di genio rileggendo un mio vecchio lavoro, e ne approfitto :')
Non aspettatevi da me un rosa mille baci e simili, mi raccomando, perchè non ne vedrete molti xD
I miei rosa sono più sui sentimenti che su altro. Introspettivi, insomma ;3
Il linguaggio è quel che è: lo cambierò molto spesso nel corso delle mie varie storie, a seconda di genere, personaggi, carattere & co.
Quindi, spero vi piaccia ^^




"Da quando provi tutto questo?"
"Dal primo secondo che ti ho visto"



Rientrò a casa sbattendo la porta, maledicendo i tre piani di scale che doveva fare per raggiungere l'appartamento.
-Questa è l'ultima volta che faccio una cosa del genere!- urlò, gettando giacca e borsa sul divano e lasciando le scarpe dagli alti tacchi alla cavolo per l'anticamera.
Sapeva benissimo che non sarebbe andata così, che dopo un fallimento si buttava giù, ma già dopo due giorni tornava ad implorare le amiche per farle conoscere qualche ragazzo.
Era già la sedicesima volta, senza contare il ragazzo che aveva incontrato tre mesi prima in discoteca col quale aveva avuto un affare "toccata e fuga", e il ragazzo che consegnava le pizze, che, dopo essere uscito una settimana con lei, l'aveva cornificata con una bionda dalle vistose protuberanze - col 100% di probabilità che fossero rifatte.
E ogni volta sembrava non volerne più sapere, ma in fondo non ne poteva fare a meno.
-23 anni e una relazione che non è mai durata più di un mese e sei giorni e mezzo. Cavolo, faccio schifo.-
Sciolse i lunghi capelli rossi che alle punte diventavano ramati, spettinandoli con le mani.
Guardò l'orologio appeso alla parete: le sette e mezza. Di mattina.
-Porca miseria. Record per il ritardo più grande, raggiunto.- disse, sbottonando un paio di bottoni della camicia che indossava.
Si guardò allo specchio del bagno; schioccando la lingua afferrò una salviettina struccante e tolse il trucco da occhi e bocca.
Tolse le lenti a contatto dagli occhi azzurri, calandosi sul viso i suoi enormi occhiali neri Ray Ban.

L'improvviso trillo del campanello di casa la distolse dai suoi "scongiuri di disontissicazione-dopo-rottura".
Rimise le scarpe e si precipitò ad aprire la porta.
-Si?- chiese, bloccando uno sbadiglio con una mano.
Sollevò lo sguardo.
Aspetta, quello che stava vedendo era vero?

Quello che si trovò davanti era un metro e ottanta di ragazzo dai capelli neri e gli occhi di smeraldo, con uno dei sorrisi più belli che lei avesse mai visto, che teneva in mano un sacchetto dal quale proveniva un invitante profumo.
-Mi sono appena trasferito qui alla porta accanto, e sto facendo un giro di presentazione. Piacere, sono Cameron Sallow. Ma puoi chiamarmi Cam.- disse, sempre sorridendo.
-Sam Hollys. Il mio vero nome è Samantha Lorraine Hollys, ma certe volte è davvero lungo per presentarmi. Quindi, Sam.- replicò lei, tirandosi via una ciocca di capelli dagli occhi.
"Oddio, ora, un ragazzo di sua spontanea volontà davanti alla porta di casa mia? Non ci credo." pensò.
Rimase forse un paio di minuti a fissarlo, per poi riprendersi di botto.
-Ah, scusami. Prego, entra pure. Scusami per come sono in questo momento...-
-Ore piccole?-
-Già... Una volta fatte, le senti anche.- disse, spostandosi per far entrare il ragazzo, per poi richiudere la porta.
Vi si appoggiò, e lasciò andare il fiato che fino a quel momento stava trattenendo.
Stava succedendo davvero?






Per oggi è tutto ;D

Destiny.

mercoledì 11 dicembre 2013

Bollini per tutti (?)

Ecco qui i bollini che contraddistingueranno le nostre varie tipologie di racconti.


 Con questo bollino identificheremo le storie di fantascienza, quindi con alieni, o che sono ambientate nello spazio. Insomma, sci-fi.
 Questo bollino, come penso si capisca, identifica le storie di genere giallo; parola d'ordine: Mistero. Indovinelli, casi irrisolti. Polizieschi.

Ed eccoci al bollino fatato, che andrà alle storie fantasy; abbiamo quindi fate, gnomi, elfi, e chi più ne ha, più ne metta!
 Il bollino nero classifica le storie tristi, e al contempo quelle dall'atmosfera dark (Dark Fantasy, ad esempio). Graditi personaggi con un passato misterioso e triste, senza dimenticare il nostro caro vampiro solitario dal muso lungo e le lugubri vicende.

Bollino rosa, e sì, diamo spazio all'amore, all'amicizia.
Insomma, già dal nome, le storie si capirà saranno perlopiù sull'amore.
Infine, bollino rosso.
Assassini, thriller, horror, azione...
Parola d'ordine: sangue.
(Occhio deboli di stomaco! Ahah, scherzo, ovvio)



E con questo ho concluso - per il momento - coi bollini :)
Teeni, per ogni bollino avremo un'etichetta, così sia per noi che per voi lettori sarà più semplice trovare la categoria interessata ;)
*Tutte le etichette dei bollini le metto ora,Teeni, ricordati di salvare le immagini sul tuo computer così da poterle inserire anche tu prima di ogni storia.*


Destiny.

The World inside a Story - Destiny

The World inside a Story.

Il Mondo dentro a una Storia.

Il titolo già spiega un po' di cosa tratterà questo blog, ma siccome mi piace dilungarmi, spiego ulteriormente =w=

Qui scriveremo storie. Racconti.
Raccoglieremo la nostra fantasia, perchè non ce n'è mai troppa, per creare storie uniche.
Un luogo dove possiamo esprimerci con le parole.
Parole dure, dolci, strane, magiche.
Che possono essere interpretate in vari modi, ognuno cambia da chi legge.
Storie in cui ci si può ritrovare, sognare.

Quindi?
Quindi, do il via a questo susseguirsi di caratteri e lettere, che per alcuni possono essere semplici parole su uno schermo, ma che per noi sono un modo per essere noi stesse.

Destiny.